Elvis The Musical: Il Re (finalmente) a Sanremo

Rispetto a tanti altri appassionati che ho avuto la fortuna di conoscere, Silvia è entrata in contatto con Elvis Presley relativamente tardi. Naturalmente non ci sono limiti di tempo e di età per iniziare ad amare la musica di questo meraviglioso personaggio, ma in un paio di anni lei ha fatto passi da gigante, familiarizzando con un mondo che evidentemente non aspettava altro che accoglierla. Silvia non si è limitata soltanto ad ascoltare centinaia di brani immortali: dotata di grande sensibilità e mossa da una inesauribile voglia di sapere, di questi brani - e più in generale dell'Elvis artista e uomo - è riuscita a cogliere sfumature e dettagli a dir poco sorprendenti. Ho avuto il piacere di parlare con lei tante volte e ho sempre trovato interessantissime le sue riflessioni. Alcuni giorni fa "Elvis The Musical" ha fatto tappa a Sanremo. Oltre a godersi lo spettacolo, Silvia ha pensato bene di scrivere una recensione. Avendola trovata molto scorrevole e ricca di spunti, mi è sembrato logico pubblicarla su questo blog. Ricordo a tutti la pagina Facebook che Silvia amministra: Aloha Elvis. E adesso, buona lettura a tutti.

Come preannunciato mesi fa, il 27 ottobre è approdato sul palco dell'Ariston lo spettacolo che celebra la vita e la carriera di Elvis Presley.
Una volta tanto non ho dovuto macinare chilometri e attraversare regioni per assistere ad un evento in suo onore, ma questo è un limite del posto in cui vivo, splendido ma lontano da grandi città, e, per assurdo, da una cultura musicale di questo tipo.
Lo spettacolo si è rivelato emotivamente trascinante e proprio le emozioni hanno fatto capolino più di una volta, annebbiandomi la vista.
La location ha indubbiamente giocato un ruolo fondamentale, ricordandomi quanto la presenza di Elvis sul palco dell'Ariston - magari come ospite internazionale durante il Festival - sarebbe stata realmente possibile. Ma questi sono e rimarranno miei sogni, come andarono le cose è storia nota.
Ma arriviamo al Musical, che ci racconta la vita di Elvis partendo da lui ragazzino che nel 1945, durante una fiera in Tupelo, si classifica secondo ad una gara canora con il brano Old Shep, attraversando poi tutte le fasi salienti della sua vita.
Estremamente dinamico e vivace, lo spettacolo non è mancato però di momenti di riflessione, come il toccante dialogo tra il giovane Elvis e sé stesso futuro, ormai non più terreno, che si conclude con una sorta di resa: siamo certi che tornando indietro nel tempo non commetteremo gli stessi errori?
Un plauso lo faccio all'intero cast, formato da professionisti capaci ed in grado di tenere viva l'attenzione del pubblico.
Il giovane Elvis è interpretato da Michel Orlando, ragazzo talentuoso a cui faccio i miei più sinceri complimenti: recita questo ruolo per niente semplice in maniera impeccabile.
L'Elvis adulto è invece raccontato e vissuto attraverso la straordinaria voce ed il talento di Joe Ontario.
Prima di concludere, e senza voler peccare di presunzione, farò una breve lista di ciò che mi è piaciuto di meno.
- Vernon, il papà di Elvis, è una figura troppo marginale nell'economia dello spettacolo. Inoltre, la scelta dell'attore, poco somigliante all'originale, è a parer mio non proprio azzeccatissima.
- L'assenza totale dell'allora piccola Lisa Marie, il vero gioiello di Elvis.
- Per ultimo mi chiedo: era davvero necessario che Gladys, la madre di Elvis avesse in ogni suo intervento una bottiglia di liquore in mano?
Sappiamo bene quanto grande fosse la sua sofferenza nel vedere Elvis allontanarsi ogni giorno di più, ma credo che questi tristi momenti avrebbero potuto alternarsi ad altri di gioia, perché sono certa che nonostante tutto fosse molto felice dello straordinario successo ottenuto dal suo ragazzo.
Il lunghissimo applauso al termine della rappresentazione è però segno inequivocabile di quanto - prescindendo dalle mie osservazioni - il lavoro da parte della produzione e del cast sia stato fatto egregiamente.
Concludo consigliando a tutti, fan e meno fan di assistere a questo Musical. Racconta in maniera veritiera chi era Elvis allontanandolo dalla credenza comune di personaggio esageratamente sopra le righe. E poi si fa il pieno di emozioni, che non guasta mai.
Che dire, finalmente Elvis è arrivato a Sanremo!

Testo e immagine di Silvia Camusso

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