A proposito di "From Elvis In Memphis"

Trovo la copertina di From Elvis In Memphis (1969) realmente bella, ma ritengo quella italiana stupenda nella sua essenzialità. Questione di gusti, naturalmente, perché quella ufficiale è sicuramente più appariscente. Comunque, non la pensavo così da ragazzino, quando aspettai a farmi comprare il 33 giri in questione proprio a causa della sua cover, che mi sembrava troppo scarna rispetto a quella degli altri album di Elvis in circolazione. Mi decisi a 1978 inoltrato, e ricordo che tornammo a casa, mettemmo il vinile sul piatto del nostro rudimentale giradischi e le note di Wearin' That Loved On Look si diffusero rapidamente nella stanza. Dopo circa un minuto, però, io, mia madre e mia sorella ci guardammo in faccia piuttosto perplessi. Come in tante altre occasioni, ci pensò proprio mia sorella a rompere il ghiaccio: "questa canzone non mi piace per niente". Le fece eco mia madre: "neanche a me". Io avrei evitato volentieri di esprimermi, ma il fatto è che quel brano non mi convinceva per niente. Anzi, per dirla tutta lo trovavo decisamente brutto. Allora, per non offendere Elvis (da bambino questa era una mia grande paura) mi limitai a dire qualcosa come "si, è un po' strana". Le cose non andarono meglio con le tracce successive, e tirai un sospiro di sollievo solo quando arrivò il turno della conclusiva In The Ghetto, l'unica canzone del lotto ad essermi nota. In seguito a questa catastrofica partenza, From Elvis In Memphis si trasformò nel primo, grande insuccesso di Elvis in casa mia, e dal primo ascolto al dimenticatoio il passo si rivelò incredibilmente breve. Per molto tempo nessuno di noi si prese la briga di riesumare il long playing dall'oblio, perché In The Ghetto la si trovava anche sulla compilazione Solid Gold. Un giorno ci tornai sopra io. Ero solo, mi misi comodo in poltrona e lasciai che la musica mi avvolgesse. Si trattò di un'esperienza indimenticabile, non saprei come altro definirla. Amo alla follia From Elvis In Memphis.

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